Il 54,8% della produzione mondiale di spamming proviene da Stati Uniti, Cina e Corea del Sud.
Il triste primato, segnalato dai SophosLabs, segna però un punto a favore dell'Italia.
Il nostro Paese, infatti, non compare nella classifica dei 12 maggiori produttori di spam, perché si colloca soltanto al 13° posto, con una percentuale di "inquinamento" assai esigua: l'1,59% (nel 2005, era solo lo 0,94%).
l nostri computer, infatti, non sono ancora preda degli hackers, che sfruttano il sistema delle botnets (reti di computer "zombie", controllati dai pirati informatici) per diffondere la posta indesiderata, dì cui i PC zombie sono responsabili per ben il 60%.
In Usa e in Canada, per fortuna, il fenomeno è in diminuzione: non solo per un'aumentata consapevolezza della sicurezza informatica, ma anche per la severa legislazione.