Il Garante della privacy «aprirà una sua riflessione» sul decreto Bersani, puntando in particolare alla parte fiscale del provvedimento dove, spiega Mauro Paissan, componente dell'Authority, «ci sono misure che pongono una serie di problemi dal nostro punto di vista».
In particolare sotto l'obiettivo la possibilità di chiedere ai contribuenti informazioni su altri contribuenti con i quali si siano intrattenuti rapporti e l'equiparazione dei dati doganali ai dati di Polizia. L'iniziativa è stata segnalata nella conferenza stampa successiva alla presentazione della relazione al Parlamento sul nono anno di attività dell'Authority illustrata questa mattina a Montecitorio dal Garante della privacy Francesco Pizzetti ,alla presenza delle più alte cariche dello Stato.
Intercettazioni, credito al consumo, controllo dei lavoratori, videosorveglianza, banche, Internet, telecomunicazioni, privacy nella sanità, recupero crediti, condominio. Sono alcuni dei settori nei quali il Garante per la protezione dei dati personali ha operato nel 2005. Solo lo scorso anno l’Authority ha adottato 724 provvedimenti collegiali che hanno anche riguardato la trattazione di 634 ricorsi, risposto a 364 quesiti e a 1.633 segnalazioni e reclami. Inoltre ha dato 31 pareri su atti normativi del Governo e approvato 61 schemi di regolamento sul trattamento dei dati sensibili nella Pubblica amministrazione. Oltre 100 i provvedimenti generali adottati, l’ultimo in ordine di tempo è quello su privacy e giornalismo, all’indomani del terremoto causato dalla pubblicazione delle intercettazioni su scalate bancarie, calciopoli e Savoia gate.
Su fronte delle attività di accertamento e controllo forte incremento delle ispezioni (200 nel 2005, già 145 nei primi sei mesi del 2006). Sono anche state contestate 94 sanzioni amministrative ed effettuate 10 denunce all’Autorità giudiziaria. Sono state, invece, circa 12mila le notificazione al Garante sull’avvio, la modifica, la cessazione dei trattamenti di dati personali relativi a dati genetici, biometrici, sullo stato di salute trattati ai fini della procreazione assistita, per la selezione di personale, per analizzare le scelte di consumo.
Fra gli interventi di maggior rilievo adottati i regolamenti sull’uso di dati sensibili nella Pubblica amministrazione, mentre sul fronte delle nuove tecnologie attenzione per la raccolta e l’uso delle impronte digitali, per il passaporto elettronico e le etichette intelligenti. Incisivi anche gli interventi sul fronte delle telecomunicazioni, dove oltre al tema alla ribalta delle intercettazioni, l’Authority si è anche occupata di conservazione dei dati di traffico, tabulati telefonici, nuovi elenchi, stop ai servizi non richiesti, videofonini, sms e Tv interattiva. Il Garante ha anche proposto la «creazione di una struttura pubblica, in cui i gestori, scaduto il periodo per la fatturazione, siano tenuti
a far confluire i dati in loro possesso».
Interventi di rilievo anche nell’ambito di Internet su spamming, motori di ricerca, sanità on line e diritto all’oblio. Le iniziative che hanno riguardato il mondo del lavoro sono legate alla navigazione su Internet, al controllo dei lavoratori, alle agenzie per l’impiego, ai sistemi di rilevazione biometrica delle presenze e alla Borsa lavoro. Sul fronte del sistema impresa l’attenzione del Collegio dell’Authority, costituito dal presidente Francesco Pizzetti e dai componenti Giuseppe Chiaravallotti, Mauro Paissan e Giuseppe Fortunato, è andata al trasferimento di dati all’estero e alle misure di sicurezza.
Forte l’intervento anche su temi che interessano il sistema bancario e assicurativo con attenzione per il credito al consumo, l’e-banking, l’identificazione dei clienti agli sportelli, i sistemi di rilevazione di immagini e impronte digitali, l’accesso a perizie medico-legali.
Nel 2005 è anche entrato in vigore il codice di deontologia sul credito al consumo che ha tracciato le linee guida per la comunicazione e la conservazione di dati gestiti dalle centrali rischi private.
Azione significativa del Garante anche in ambito internazionale con la definizione di pareri su geolocalizzazione, proprietà intellettuale, uso delle etichette intelligenti e sanità elettronica. Notevole attenzione anche alla cooperazione giudiziaria e di sicurezza, in particolare in relazione all’istituzione del nuovo sistema informativo Sis II, destinato a sostituire il sistema informativo Schengen e il sistema di visti per soggiorni di breve durata.
Il Gruppo dei garanti europei, inoltre, nel 2005 ha adottato un parere coordinato dal Garante italiano sulla proposta di direttiva sulla conservazione di dati di traffico telefonico, poi varata dalla Commissione europea, che detta precise garanzie per i cittadini europei.
Fonte: Il Sole 24 Ore 7 luglio 2006