Tra le novità che Google, motore in continuo fermento, sta introducendo c'è n'è una che ha sorpreso anche molti addetti ai lavori nel campo del SEO marketing. La dottrina aveva sempre assicurato che i siti molto autorevoli, quelli per intenderci con elevata link popularity e page rank molto forte (da 6/10 in su) erano considerati come iscritti ad una "lista bianca" risultando immuni dalle penalizzazioni che i motori di ricerca e Google in modo particolare, applicano ai siti rei di azioni di spam in violazione delle loro linee guida.
Una notizia che sembrerebbe negare quanto sopra detto è stata quella della penalizzazione effettuata da Google i primi giorni di marzo al sito www.bmw.de, reo di "keyword stuffing" ovvero di inserimento di una grande serie di termini nascosti.
La domanda che sorge spontanea è dunque: Google ha forse intenzione di considerare tutti i siti web su uno stesso identico piano?
La risposta a questa domanda è venuta molto presto, mediante la constatazione del fatto che la penalizzazione suddetta è durata soltanto tre giorni. E' bastato che BMW.de provvedesse all'eliminazione del codice dannoso per vedere riapparire il sito tra i risultati di ricerca di Google.
Dunque gli esperti che hanno sempre ritenuto che ci sia un diverso trattamento da parte dei motori di ricerca verso i siti autorevoli (rispetto agli altri siti) sembrano tutto sommato avere ragione dal momento che BMW.de sembra essersela cavata con un "buffetto sulla guancia" riuscendo a rientrare quasi immediatamente nel ranking, mentre sappiamo quanto sia lunga e difficile la strada del rientro per i comuni siti web quando ricevono penalizzazioni da parte di Google i quali devono attendere settimane se non mesi.
E' da osservare tuttavia che Google, avendo bannato un sito assai autorevole come quello della BMW, sia pure per un periodo di tempo molto breve, sta inviando un messaggio a tutti i siti autorevoli invitandoli a comportarsi bene evitando tecniche scorrette e contrarie alle linee guida.