MOUNTAIN VIEW (CALIFORNIA) – Grandi novità nel mondo dei motori di ricerca: è in arrivo il Google Custom Search Engine, uno strumento che permetterà ai gestori di siti web non solo di ospitare Google all’interno delle proprie pagine, ma di modificarne lo specifico indice restringendo e approfondendo i risultati che esso sarà in grado di fornire, così da adattarli a una utenza specifica. Finora era possibile integrare il motore su un sito terzo, offrendo in cambio solo un piccolo spazio di visualizzazione per annunci, ma l'utilità dell’iniziativa finiva col fatto di poter effettuare ricerche senza dover aprire un'altra finestra, giacché i risultati erano sempre gli stessi che sarebbero usciti da google.com. Adesso, cavalcando l'innovazione dei motori di ricerca verticali, Brin e Page hanno intenzione di dare molto più potere ai propri utenti, permettendo a chiunque gestisca un sito internet di crearsi un Google su misura.
COME FUNZIONA – Un esempio: è probabile che chi gestisce un sito web amatoriale abbia amici e collaboratori di cui si fida e da cui può accettare segnalazioni di siti correlati e attinenti; orbene, permettendo loro di inserire queste segnalazioni nella lista dei siti di nicchia da cui cominciare la ricerca, si potrà trasformare il proprio Custom Google in un motore dedicato. Questo segnalerà con facilità e prontezza le pagine che più potrebbero interessare chi faccia partire la ricerca, poniamo, da un sito di giardinaggio piuttosto che da uno di cucina. L'idea è interessante giacché prospetta una evoluzione del motore di ricerca in senso sociale, rendendolo capace di attingere alle conoscenze specifiche dei suoi utenti. Google non ha ancora chiarito se e come si riserverà il diritto di poter monitorare gli sforzi di tutti i futuri utenti del Custom Search Engine, ma è immaginabile che lo faccia e che usi tale osservatorio privilegiato per migliorare i risultati del suo motore principale. In questo caso tutti coloro che faranno uso della versione adattabile si ritroveranno, in piccolo, a lavorare per Google, ricevendo però in cambio un motore di ricerca più adatto ai propri interessi.
Fonte: Il Corriere della Sera