Un consorzio di quotidiani di carta americani sceglie il motore di ricerca per monetizzare i propri contenuti tentando la via del web.
C'è chi dice che il quotidiano cartaceo non potrà mai essere sostituito dalle notizie in formato digitale, ma sono in molti a essere convinti che questo vecchio strumento di informazione sia inesorabilmente destinato a morire, soppiantato dai tanti e più moderni media elettronici. Per non sbagliare, comunque, molti editori tradizionali cercano di aprirsi nuove strade e sperimentare nuove possibilità che permettano ai loro giornali di continuare a sopravvivere anche nella peggiore delle ipotesi. E proprio ragionando in quest'ottica, ecco che un consorzio di ben 176 quotidiani di carta statunitensi, rappresentati da sette catene editoriali, ha scelto di firmare una strategica alleanza con Yahoo!.
LA PARTNERSHIP – Grazie all'accordo, infatti, il portale californiano e i giornali potranno condividere contenuti, pubblicità e tecnologie. In questo modo gli editori stringono la mano a una delle internet company che un tempo consideravano una minaccia, mentre Yahoo!, dal canto suo, cerca di estendere ulteriormente il proprio campo di azione con l'intento di conquistare un posto di preminenza nel panorama mondiale, rincorrendo l'eterna rivale Google, che proprio nei giorni scorsi si è accordata con 50 quotidiani statunitensi per portare sulle loro pagine le pubblicità dei suoi clienti. I termini economici dell’alleanza non sono ancora stati rivelati.
GLI EFFETTI – La prima fase del progetto prevede che gli annunci di lavoro a pagamento pubblicati all'interno delle testate Usa raggiungano anche le pagine elettroniche di Yahoo! HoJobs, dedicate proprio a questo genere di inserzioni. Successivamente, però, tutti i contenuti dei quotidiani saranno etichettati e ottimizzati per l'indicizzazione e la ricerca tramite il motore di Yahoo!.Così facendo, l'informazione locale dei giornali entrerà nel gigantesco network di comunicazione della rete, guadagnando sia in termini di utilità, dal punto di vista dei lettori, che di appetibilità, per gli inserzionisti.
Fonte: Il Corriere della Sera