C’è una voce in più nel ricco almanacco delle sinergie strategiche legate a Internet: è quella che riguarda la joint venture tra Yahoo! ed Eurosport, annunciata ufficialmente mercoledì. La web company americana e il canale televisivo satellitare europeo hanno raggiunto un accordo per la nascita di un nuovo portale dedicato allo sport.
Il sito, nel quale convergeranno il know how tecnologico di Yahoo! e l’esperienza nel campo dell’informazione sportiva di Eurosport, aprirà i battenti nel corso del 2007 (forse a maggio), inizialmente solo in Germania, Italia e Gran Bretagna (scelta abbastanza curiosa, visto che Eurosport è una società francese appartenente al gruppo TF1).
In onore del canone Web 2.0, il nuovo portale non si limiterà soltanto all’informazione giornalistica, ma dedicherà ampio spazio alla costruzione di una comunità di appassionati. Saranno quindi disponibili strumenti per il social networking e gli utenti potranno esprimere le proprie opinioni e preferenze.
Le informazioni disponibili per ora sono scarse e le prime dichiarazioni dei diretti interessati sembrano rivolte più ai potenziali inserzionisti pubblicitari che non agli utenti finali. “Più fan riusciremo a far entrare nella comunità, più inserzionisti arriveranno”, ha dichiarato il vicepresidente di Yahoo! Europe Dominique Vidal. “Vogliamo offrire la migliore esperienza agli utenti e un pubblico ineguagliabile in Europa agli inserzionisti”, gli ha fatto eco Laurent-Eric Le Lay, presidente di Eurosport.
L’iniziativa è tuttavia interessante perché lo sport è forse proprio l’unico settore in cui il cosiddetto Web 2.0 non è riuscito a sfondare. YouTube è piena di video sportivi e i tifosi animano decine di vivacissimi forum, ma sempre all’interno di un panorama molto frammentato. Non è ancora nato un vero e proprio punto di riferimento collettivo.
La scorsa estate Google e Nike ci avevano provato con Joga Bonito. Aperta pochi mesi prima dei campionati mondiali di calcio in Germania, sponsorizzata da stelle come Ronaldinho e Cantona e fortemente incentrata sullo “user generated content” (il contenuto generato dagli utenti, dai video in giù) l’iniziativa sembrava avere tutte le carte in regola per diventare un successo globale. Cosa che non è avvenuta. Riusciranno Yahoo! ed Eurosport a fare meglio?
Fonte: La Stampa