Amnesty International lancia una campagna contro al censura su Internet e accusa Microsoft, Yahoo e Google - 20 luglio 2006 - foto AP - 186 x 220
Verifiche online sulle dichiarazioni dei politici. Potrebbe succedere fra non molto, almeno secondo Eric Schmidt, presidente e direttore esecutivo di Google, che ipotizza verifiche in tempo reale sulla correttezza o meno delle dichiarazioni dei politici. Questo tipo di servizio potrebbe essere disponibile su Google, almeno in Inghilterra, già fra 5 anni e secondo Schmidt «l'impatto del mondo online influirà anche sui risultati elettorali». In un'intervista pubblicata sul Financial Times, Schmidt definisce il programma come un software «che predica la verità», utile a «chieder conto ai politici», dal momento che la gente potrebbe essere in grado di usarlo per confrontare le dichiarazioni rilasciate al momento con i dati storici, verificandone la fondatezza.
«Uno dei miei messaggi (ai politici) – continua Schmidt - è di pensare di avere ognuno dei propri elettori costantemente online, che avviano un controllo "vero o falso". Noi (a Google) non abbiamo la verità in tasca ma potremmo essere in grado di offrire un'opportunità per averla a portata di mano». Il presidente del più famoso motore di ricerca del mondo, ha parlato del nuovo software al congresso del Partito Conservatore ma durante il suo soggiorno inglese ha incontrato anche il Primo ministro Tony Blair.
«Molti politici – si legge nell´ intervista sul Financial Times - non comprendono molto bene il fenomeno di Internet. È in parte dovuto alla loro età e spesso quel che imparano sulla "rete" proviene dai loro collaboratori e dai loro figli». Secondo Schmidt, se è vero che l'avvento della televisione ha insegnato ai leader politici come farsi ascoltare, allo stesso modo Internet li costringerà ad adattarsi. «Se la televisione ha creato questa generazione di politici, che cosa farà Internet alla prossima generazione di politici» ha detto il presidente di Google
«Il web – prosegue il "boss" di Google - ha largamente svolto per i politici un ruolo di raccolta fondi ma non ha ancora influenzato le elezioni. E chiaramente lo farà». Sul giornale Sun, Schmidt ha inoltre sottolineato che il mondo online ha dato alla gente «la forza per poter sfidare governi, media e mondo degli affari, ha abbattuto le barriere esistenti fra gente e informazione, democratizzando in effetti l'accesso alla conoscenza umana». «Questo – conclude Eric Schmidt - ci ha reso molto più potenti come individui».
Fonte: L'Unità