Accogliendo una lunga serie di lamentele sporte dalle istituzioni universitarie, Google ha deciso di non accettare più annunci pubblicitari il cui oggetto sia la compravendita di tesi e relazioni universitarie.
Le istituzioni accademiche hanno protestato contro questo tipo di siti che propongono lavori svolti da neolaureati i quali vengono poi riutilizzati da altri studenti e presentati come lavori propri. Questo commercio è cresciuto negli ultimi anni in modo esponenziale, grazie a siti che si sono imposti mediante una forte promozione di web marketing da cui è derivata una vendita stimata nella sola Gran Bretagna di circa 12.000 testi in un solo anno.

Dunque il contenuto delle “tesi universitarie” viene bandito da Google ed inserito nella lista nera così come già fatto in passato per altri temi tra cui il tabacco, la prostituzione e la droga.
Tra i siti che operano nel campo della compravendita di testi e tesi c'è giustamente un certo senso di panico, giustificato dal fatto che circa l'80% degli utenti che giungono ai siti lo fanno proprio attraverso ricerche sul motore Google che si accinge ad effettuare la censura.
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