La prima notizia che abbiamo di questa penalizzazione risale al 13 ottobre 2006, data in cui sul forum di WebmasterWorld (forum a pagamento) un utente (siglatosi "1cent") ha affermato che il suo posizionamento, non solo con molte parole chiave ma persino con il suo nome di dominio, era passato dalla posizione numero 1 costante ad un costante 31esimo posto.
A questo messaggio ne sono seguiti poi centinaia da parte di webmaster con lo stesso problema. Il comune denominatore fra questi siti è stato l'inserimento sui loro siti web di links affiliati verso siti partner, siti con accordi di cobranding (e non solo).
Molti utenti ritenevano di non violare alcuna linea guida elevando links verso siti affiliati anche perché le linee guida di Google non sono troppo chiare quando affermano di “evitare i link a siti di spam o a “cattivi vicini”.
L'esistenza di questa penalizzazione, a seguito del gran clamore che è emerso nella discussione, in un forum ritenuto tra i più importanti al mondo, ha portato Google a rilasciare un'affermazione ufficiale in merito attraverso la voce di Adam Lasni. al quale sono state poste le seguenti domande:
- questa penalizzazione viene inflitta in modo automatico oppure in modo manuale?
- può essere rimossa oppure è possibile che un webmaster ricostruisca d'accapo il proprio sito senza tuttavia risolvere il problema?
- si dovrebbe inviare una richiesta di reinclusione (una volta rimosso il codice dannoso) anche se il sito è inserito (e non escluso) dall'indice?
- cosa si raccomanda di fare in caso di penalità -30?
E' stato poi fatto notare che la penalità -30 è attualmente uno degli argomenti più “caldi” relativi a Google ma ciò nonostante non esistono da parte di Google linee direttive apposite che aiutino il webmaster a comportarsi al meglio.
La risposta dell'addetto di Google è stata, come avviene usualmente abbastanza schiva e reticente ma, con diverse sollecitazioni, Adam Lasnik ha affermato che quando si riceve questa penalità occorre riparare la violazione alle linee guida ed inviare una richiesta di reinclusione (nonostante il sito in realtà non sia effettivamente mai stato rimosso).
E' stato anche chiesto a Lasnik in che modo Google comunica l'inflizione della penalità -30 ai webmaster e la risposta, un po' avvilente ma sincera di Lasnik, è stata che Google si sforza di contattare quanti più webmasters sia possibile per avvertirli delle varie infrazioni e per incitarli a sistemare le cose, ma, per quanto riesca a contattare un gran numero di webmasters, non è possibile contattarli tutti (quantitativamente) né contattarli per ogni tipo di infrazione.
Il motivo di ciò risiede da un lato nel fatto che certi comportamenti contrari alle linee guida sono troppo complessi per poter essere inseriti esaustivamente in modo automatico in email da inviare al webmaster e dall'altro nel fatto che Google desidera mantenere comunque un certo riserbo sui propri processi al fine di proteggere l'integrità dell'indice dei risultati di ricerca.
Autore: Stefano Mc Vey
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