Ad aprile di quest'anno la società KinderStart ha presentato denuncia contro Google in quanto, a causa dell'azzeramento del page rank del suo sito web, ha sofferto come immediata conseguenza un abbassamento del 70% del traffico verso il sito e di una riduzione delle vendite pari all'80%.
Per vedere i dettagli di questa notizia di cui avevamo già trattato a suo tempo, si clicchi qui.
Il caso è stato recentemente discusso in prima udienza davanti alla Corte ed il giudice si è trovato davanti ad una denuncia per diffamazione come se l'abbassamento del valore del page rank equivalesse automaticamente ad una diffamazione da parte di Google.
Benchè ancora la sentenza non sia passata in giudicato l'operato del giudice è sotto l'osservazione di molti addetti ai lavori i quali hanno anche aperto un dibattito esprimendo pareri diversi. C'è chi sostiene che sia giusto ritenere che un page rank pari a zero equivalga a diffamazione da parte di Google, che, conseguentemente, a seconda di come evolveranno le cose, potrebbe decidere anche di abbandonare questo famoso parametro.
Per altri se Google dovesse abbandonare il page rank sarebbe un fatto positivo in quanto il page rank è tutto sommato solo uno degli svariati e innumerevoli fattori tenuti in considerazione dall'algoritmo di Google e non sempre un elevato page rank corrisponde in modo sistematico ad un ottimo posizionamento. In molti casi siti con un page rank minore sopravanzano siti che possiedono un page rank elevato, dunque il page rank non è tutto ai fini dei posizionamenti su Google.
Né, d'altro canto, il page rank è privo di significato, in quanto gioca pur sempre un ruolo, per quanto parziale, fornendo un'indicazione affidabile sullo “stato di salute” di una determinata pagina web. Inoltre, a parità di altri elementi, un link proveniente da una pagina con page rank elevato è senz'altro preferibile ad uno proveniente da una pagina con PR minore o addirittura zero.
Tuttavia è importante notare che il punto focale di ogni sito web non può essere certamente il page rank in quanto tale quanto piuttosto le vendite (o azioni che si vogliono far compiere all'utenza) che sono il vero goal aziendale.
Le vendite sono possibili se al sito arriva traffico, il quale si realizza solo se i posizionamenti sono elevati, i quali a loro volta si basano fondamentalmente sulla scelta delle giuste parole/frasi chiavi e sul ricevimento, da parte del sito, dei giusti links univoci da parte di siti mirati e ad hoc.
Indubbiamente l'attenzione di gran parte dei webmasters e degli specialisti di SEO in tutto il mondo è stata eccessivamente posta sul fattore del page rank, a scapito non solo di altri fattori cooperanti con il PR, ma anche del fine ultimo dell'azienda: ovvero la vendita.
Ciò viene confermato dalla grande attività impiegata dai webmaster nell'attivare ogni tipo di artificio possibile tendente ad un elevamento del page rank, in confronto alla enormemente minore capacità di generare landing pages di qualità, ovvero pagine web capaci di stimolare l'utente, una volta che questo è giunto nel sito, ad effettuare l'azione desiderata (vendita o altro).
In sostanza molto si è fatto sulla tecnica di indicizzazione per il miglior posizionamento e per l'incremento del page rank, molto meno si è fatto e si conosce sulle tecniche giuste per dialogare con il cliente una volta che il posizionamento c'è ed egli si trova finalmente sulle pagine del sito. La sensazione che molti webmaster e imprenditori del web condividono è: “ora che sono finalmente in testa ai motori di ricerca..... che faccio?”.
Di questo aspetto e delle tecniche per realizzare landing pages ottimali parleremo nei prossimi giorni.