
Come preannunciato in precedenza Google ha apportato significativi cambiamenti e modifiche al modo in cui tratta, immagazzina e posiziona le pagine web.
L'aggiornamento "Big Daddy" è stato un aggiornamento notevole effettuato su larga scala e l'ingegnere di Google Matt Cutts, assai conosciuto in virtù del suo ben noto blog, ha recentemente annunciato il definitivo completamento di questa operazione.
Sorprendentemente, almeno rispetto alle attese, non si sono notati drastici cambiamenti nei rankings, rispetto a prima, e sicuramente l'impatto è stato più soft rispetto a molti famosi updates come il Florida o il Jagger, tanto per citarne alcuni.
Insomma, cosa è cambiato?
In primo luogo Big Daddy è stato pensato al fine di risolvere alcuni problemi, tra cui, in primis, il vecchio errore in base al quale i contenuti di uno stesso sito venivano letti come diversi a seconda del formato dell'url (con www o senza), generandosi così sistematicamente unafattispecie di penalizzazione dovuta al filtro che colpisce i contenuti duplicati. Si tratta di un problema che è stato molto sentito anche perché la necessità di pubblicare gli stessi contenuti nei due formati di url è più che giustificata data la necessità, ad esempio, di offrire agli utenti un contenuto stampabile con un aspetto più pulito rispetto allo stesso contenuto nel layout della pagina web, con grafica, banners ecc. Si pensi solamente a quanti content management systems offrono la possibilità di stampare i contenuti mediante la distribuzione del contenuto su url diverse. Insomma l'url: http://www.sito.com/pagina.htm E l'url: http://sito.com/pagina.htm Benché effettivamente portatrici degli stessi contenuti su un medesimo sito, venivano in precedenza visti da Google come diversi e penalizzati in base al contenuto doppio.
In passato abbiamo mostrato come apportare gli accorgimenti necessari ad evitare la penalizzazione da parte di Google, mediante l'utilizzo del redirect 301 ma ora, grazie all'aggiornamento Big Daddy, sembra che le cose siano finalmente cambiate nel senso che ora Google assegna lo stesso page rank ad entrambe le pagine comprendendo così che non si tratta di un contenuto duplicato, ma di uno stesso contenuto. Dunque il redirect 301 non sarebbe ormai più necessario? Secondo noi lo è ancora perché permette (sugli altri motori di ricerca) di non suddividere i links in entrata in due url divers, ma di conglobarli verso un unico indirizzo in modo da poter beneficiare del massimo livello di backlinks e, quindi, di link popularity.
Un secondo grande cambiamento apportato da Big Daddy è relativo alla soluzione del bug causato dal redirect 302 ben noto per il suo utilizzo da parte di hackers capaci di utilizzarlo per dar luogo al fenomeno del "Google PageJacking" mediante il quale una pagina web "ruba" il page rank di un'altra pagina web.
Il redirect 302, come è noto, è un redirect temporaneo (contrariamente al 301 che invece è definitivo) attraverso il quale la pagina web lancia implicitamente questo messaggio agli utenti e agli spiders dei motori di ricerca: la pagina che stai cercando è stata temporaneamente rimossa ma ritornerà on line al più presto per cui per adesso ti rimando a questa url..... Il problema nasce quando un hacker (l'hijacker) mette un redirect 302 verso una pagina del vostro sito, in quanto ciò porta Google a ritenere che l'hijacker sia proprietario della pagina destinataria (che invece è vostra!) la quale è temporaneamente parcheggiata su diverso hosting.
Questa azione fa in modo di far constatare a Google che esistano due ubicazioni della pagina web in questione: quella che supporta il redirect 302 che Google pensa sia quella reale con indirizzo internet definitivo e corretto) e la pagina destinataria del redirect stesso. A questo punto si concretizza una fattispecie di contenuto duplicato in quanto una stessa pagina risiede su due url contemporaneamente. Il problema sorge proprio a questo punto in quanto Google deve determinare quale delle due sia la pagina corretta e lo determina generalmente basandosi sul page rank e su altri fattori variabili di volta in volta.
Naturalmente non sempre il nredirect 302 effettuato in questo modo colpisce le pagine di terzi in quanto spesso Google riesce ad individuare la pagina web giusta, ma altre volte ciò accade. Si consideri poi che il fenomeno del pagejackink è spesso non intenzionale in quanto molte directories utilizzano il redirect 302 per terenere traccia (tracking) di coloro che linkano sui links della directory.
Big Daddy sembra, a sentire lo staff di Google, aver risolto il problema del pagejacking anche se in rete abbiamo notato ancora la presenza di "furti di page rank" basati su questo sistema, non solo attuati ma anche grandemente pubblicizzati come ad esempio nel caso dei dark seos.