Il KEI (Keyword Effectiveness Index) è una variabile di webmarketing concepita da Sumantra Roy (http://www.1stSearchRanking.com), uno dei massimi esperti nel campo del SEO e del Posizionamento sui motori di ricerca.
La variabile ha una funzione previsionale e può essere utilizzata da tutti i seo marketers al fine di ottenere una proiezione statistica sulla effettiva capacità di una determinata frase/parola chiave di posizionarsi in testa ai motori di ricerca, considerando la quantità di competitors presenti sul mercato e il grado di richieste provenienti dall’utenza in merito alla keyword in oggetto.
In questo modo il KEI funziona come una previsione rivelando, in fase preliminare, se il sito avrà oppure no concrete chances di ottenere un buon posizionamento con la parola/frase chiave di volta in volta considerata.
Il KEI confronta la quantità di richieste ottenute dall’utenza in relazione ad una data parola/frase chiave con il numero dei concorrenti. Per “concorrenti” non si intendono i veri e propri competitors effettivi nel mercato reale, ma anche tutti i siti web che per qualsiasi motivo (forum, discussioni accademiche, analisi tecniche ecc.) utilizzano la parola/frase chiave e, conseguentemente, partecipano al posizionamento sui motori di ricerca con la stessa.
Il valore di KEI deve essere così interpretato:
| da 0 a 2 |
bassissimo valore |
possibilità minime di posizionamento |
da 2 a 10 |
basso valore |
ridotte possibilità di posizionamento |
da 10 a 100 |
buon valore |
buone possibilità di posizionamento |
da 100 a 400 |
ottimo valore |
ottime possibilità di posizionamento |
oltre 400 |
massimo valore |
notevolissime possibilità di posizionamento |
La formula del calcolo del KEI si basa su tre assiomi:
- il KEI di una parola/frase chiave si incrementa con l’incremento della quantità di richieste da parte dell’utenza;
- il KEI decresce in presenza di una grande concorrenza. La concorrenza è data dal numero complessivo di siti web (catalogati dal motore di ricerca per il quale si effettua il calcolo del KEI ad es. Google Yahoo! ecc.)
- Se la keyword è al tempo stesso molto richiesta dall’utenza (popolare) ed esiste una fitta concorrenza (siti competitors catalogati sul motore di ricerca), ma rimane costante e propozionale il rapporto tra richieste e competitors, il KEI si incrementa. Questo assioma merita un approfondimento: supponiamo che su Yahoo! una parola chiave riceva 40 richieste al giorno in presenza di 100 siti concorrenti posizionati su questo motore con la keyword in esame. La proporzione tra richieste e concorrenza è 40/100 = 0,04. Viceversa facciamo un altro esempio. Diciamo che la parola chiave riceva 40 richieste/giorno con una concorrenza di 4 siti. La proporzione sarà allora: 40/4 = 10.
Un buon KEI deve soddisfare gli assiomi sopra esposti.
La formula del calcolo dei KEI indicata da Sumantra Roy è la seguente:
assumendo che P sua la popolarità (ovvero la quantità di richieste/utenza per la keyword che si vuole analizzare) e che C sia la quantità si siti concorrenti:
- KEI = (P2/C).
- KEI = quadrato della popolarità diviso per il numero dei concorrenti.
La formula soddisfa i tre assiomi:
- se P si incrementa, P2 si incrementa e quindi il KEI si incrementa. L’assioma 1 è soddisfatto.
- Se C si incrementa il KEI decresce. Conseguentemente, l’assioma 2 è soddisfatto.
- Se P e C si incrementano in maniera proporzionale il KEI si incrementa
Per cui il KEI può anche essere scritto come segue:
KEI = (P2/C = (P/C * P). Dato il rapporto P/C che rimane proporzionale e costante, P si incrementa e così anche il KEI. L’assioma 3 è soddisfatto.