Ad un anno di distanza dal rilascio del primo studio sulla sicurezza dei motori di ricerca di McAfee Inc. è stato pubblicato recentemente il primo aggiornamento di questo studio denominato: “La situazione della sicurezza dei motori di ricerca”.
I dati mostrati dall'aggiornamento mostrano che il livello di sicurezza dei motori di ricerca è cresciuto di un assai modesto 1%, che evidenzia il fatto che ancora molto lavoro deve essere compiuto in questo campo. In questo senso, nel corso del periodo a cavallo tra il 2006 e il 2007 si è notato come Google sia stato tra i più attivi ad adoperarsi nella lotta contro il malware.
Lo studio, che ha analizzato sia a risultati di ricerca sponsorizzati che i risultati di ricerca tradizionali, ha stimato che solo negli Stati Uniti i navigatori compiono circa 276 milioni di ricerche sui motori e che una quantità impressionante di questi risultati può portare gli utenti ad accedere a siti web estremamente pericolosi e potenzialmente assai dannosi per il proprio pc.
In particolare McAfee ha studiato i primi cinque motori di ricerca del mondo: Google, Yahoo!, Microsoft Live (ex Msn), AOL, ed Ask che totalizzano il 93% dell'intero mercato dei motori di ricerca e di ciascuno di questi motori McAfee ha analizzato i primi 50 risultati di ricerca per 2.300 fra le parole/frasi chiave più popolari e ricercate (le quali sono state scelte ricorrendo a sistemi quali Google Zeitgeist e Yahoo! Buzz).
Per ciascun sito linkato dai risultati di ricerca si è verificata la presenza di malware quali adware, spyware, virus, exploits, email spamming, utilizzo eccessivo di popup ed affiliazioni con siti bannati. Tutti i siti in cui si è trovata una, o più di una di queste caratteristiche, sono stati inseriti da McAfee in una lista “rossa”.
I risultati dello studio hanno dimostrato come il 4% del totale delle ricerche conduce a siti potenzialmente pericolosi: Aol mostra il risultato migliore con il 2,9% mentre Yahoo! quello peggiore con il 5,4%.
I risultati di ricerca sponsorizzati contengono molti più rischi dei risultati di ricerca tradizionali con una percentuale di rischio maggiore di circa il 250%, ma ciò rappresenta comunque un notevole miglioramento rispetto al precedente studio del 2006 in cui la percentuale media di rischio dei risultati sponsorizzati era stimata con un 8,5%. Il miglioramento è dovuto soprattutto al grande lavoro compiuto da Aol ed Ask ma soprattutto da Google, per migliorare il livello di sicurezza degli annunci sponsorizzati.
Stefano Mc Vey
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