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L'attributo nofollow nei links: pro o contro?

 

 
 
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Il tag “nofollow” (rel=nofollow) è stato creato originariamente per bloccare l'accesso dei motori di ricerca evitando che questi seguissero determinati links.

Questo attributo negli ultimi anni è stato largamente adoperato in particolare nei blog a causa dell'aumento esponenziale di links che gli utenti inserivano nei loro post, rendendo così ogni pagina del blog una fitta trama di links spesso variegati e non correlati né fra loro, né al tema dell'argomento trattato dalla pagina del blog.

Questo sistema di accompagnare i post con links o di scrivere appositamente post partecipando al blog con questa unica ed esclusiva finalità è diventata una forma di spam ed il motivo di tutto ciò era che gli utenti, nei loro commenti, potevano inserire liberamente anchor text nei links per migliorare il posizionamento del proprio sito.... una vera manna!

 

Come rimedio a questa situazione molti bloggers hanno cominciato ad utilizzare l'attributo “nofollow” per vanificare l'efficacia di questi links ma negli ultimi anni la situazione, nonostante questa modifica, non sembra essere migliorata e gli spammers continuano a fare ovunque nei blog.

Attualmente Wikipedia utilizza il tag nofollow nei suoi links esterni e Google raccomanda che i links a pagamento siano associati a questo tag.

Secondo alcuni esperti in ambito seo l'utilizzo del tag nofollow è sconsigliabile e costituisce un vero e proprio fallimento e ciò per diverse ragioni:

  1. In primis, come detto, il tag nofollow non riesce a scoraggiare gli spammers, per cui è meglio ricorrere ad altri strumenti, creati con questo scopo, come Akismet e SpamKarma per Wordpress;
  2. Se il blogger effettua un lavoro di moderazione degli interventi non occorre il tag nofollow;
  3. Spesso viene utilizzato il tag nofollow come default (Wordpress ne è un esempio) all'insaputa dei bloggers che dovrebbero invece verificare e scegliere come regolarsi
  4. Il tag nofollow annulla il valore di un link. Che ne pensereste se la Directory di Yahoo associasse il tag nofollow al vostro link? Nofollow = Nessun valore del link.
  5. Linkare ad un sito con il tag nofollow significa in qualche modo dimostrare una mancanza di fiducia verso il sito linkato. Un po' come avvicinarsi a qualcuno per stringergli la mano per poi, all'ultimo momento, scansarsi. Non propriamente un atteggiamento simpatico.
  6. No Follow genera anche confusione. Non esistono linee guida precise da parte dei motori di ricerca che insegnino ai webmasters come utilizzarlo con la conseguenza paradossale che certi webmasters inesperti l'adottano per l'intero sito (magari nel file robots.txt o nella home page) con la conseguenza di impedire al sito l'indicizzazione nei motori di ricerca
  7. I links venduti che contengono il tag nofollow non hanno quasi senso in quanto costituiscono un valore molto minore di quello che l'acquirente ha corrisposto
  8. Spesso i beneficiari di links con attributo nofolow, anche in caso di acquisto di un link, non sono avvisati né si accorgono facilmente della presenza di questo attruibuto. Così pagano per ricevere in cambio una “bufala” o quantomeno qualcosa che non corrisponde al prezzo pagato.
  9. Molti motori di ricerca indicizzano comunque links con l'attributo nofollow! Ad esempio Yahoo! Segue ed indicizza questi links mentre Google, più ligio, non lo fa.

 

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