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Dopo aver creato il sito, non resta che eseguire gli ultimi controlli e pubblicarlo. Attenti però a...
- Validare il codice e i links
Un sito costruito con tutti i link attivi e con codice XHTML o HTML aderente alle specifiche del W3C (consorzio che definisce regole dei linguaggi per il Web) è, per il bot di Google, più facile da indicizzare. Nel primo caso il vantaggio è evidente: il robot non potrà seguire le vostre pagine e non le indicizzerà a dovere, se contengono link inattivi o scritti male. Avere una pagina validata significa invece essere certi che i tag HTML contenuti in essa sono scritti senza errori che, in alcuni casi, potrebbero inibire l'indicizzazione del contenuto da parte del motore. Esistono diversi strumenti, gratuiti e non, per eseguire questi controlli. Gli editor professionali, come Dreamweaver, li hanno già inclusi. Il W3C, ha due strumenti online che verificano link e validità delle pagine, il primo è accessibile dalla pagina http://validator.w3.org/checklink : basta inserire l'indirizzo della pagina, scrivere nel campo Check linked documents recursively il numero di livelli da analizzare e cliccare sul pulsante Check. Per validare il codice delle pagine è possibile utilizzare il Markup Validation Service raggiungibile all'URL http://validator.w3.org/. L'uso è molto semplice: è possibile validare una pagina presente sul Web con un suo URL (Validate bv
URL), un file conservato sul PC (validate by File Uoload) oppure includendo il codice all'interno dell'area testuale presente a fondo pagina (Validate by Direct Input).
- Valutare bene il peso delle pagine
Google conserva tutte le pagine indicizzate all'interno dei suoi database. Per evitare di raggiungere dimensioni ingestibili, il motore indicizza solo una parte delle pagine web che raccoglie con i suoi robot, il limite era fissato un tempo a 101 Kbyte: tutto il testo che eccedeva tale limite veniva di fatto ignorato. Da alcuni mesi, sembra tuttavia che questo limite sia stato cancellato, e il motore indicizza facilmente pagine anche molto più corpose. Per una buona ottimizzazione, comunque, è bene mantenere basso il peso di una pagina Web: 10/15 Kbyte è un ottimo traguardo raggiungibile sia ottimizzando il codice html sia snellendo il testo. In questo passaggio, fate attenzione a mantenere il peso del codice HTML usato per la formattazione, al di sotto del peso delle parole usate nel testo, in modo da dare maggiore rilevanza a queste ultime. Va da sé che, per ottenere leggerezza nel codice HTML, diventa quasi obbligatorio l'uso di fogli di stile estemi in cui incorporare, come buona norma del Web Design recita, gii elementi dedicati alla formattazione visuale. Oltre al peso va controllata la qualità delle pagine: sembra strano ma molti segnali fanno intendere che Google valuti, nell'elaborazione del testo, anche la qualità della scrittura. Munitevi di un correttore ortografico, va benissimo quello di Microsoft Office o del gratuito OpenOffice, e controllate ad una ad una le pagine Web.
- Scegliere un buon sistema di statistiche
L'ottimizzazione non si ferma al primo design di un sito, ma è un processo che segue le pagine dalla messa online sino alla loro estinzione. Un sistema di statistiche è necessario
per correggere in corsa l'ottimizzazione: se, ad esempio, notate che il maggior traffico di utenti giunge verso pagine diverse da quelle che avevate deciso di ottimizzare meglio, potrete modificare la posizione delle parole chiave e spostare l'attenzione verso altre zone del sito. Esistono diversi strumenti gratuiti, come l'ottimo Google Analytics (google.com/analytics) che tuttavia accetta ancora iscrizioni solo dietro invito, o il classico ShinyStat (www.shinystat.com/it), gratuito nella versione base, o OStats (www.Ostats.com/ITA), del tutto gratuito. Questi due servizi citati sono client-centric, ossia si basano sui dai inviati dal browser o da altri UserAgent al sito, e non sono in grado di intercettare i passaggi dei robot dei motori di ricerca, in altri termini non potrete sapere quando un robot ha trovato il vostro sito. Per ottenere questo dato, bisogna usare un software server-centric come l'ottimo Awstats (http://aw-stats.sourceforge. net) o il meno completo, ma altrettanto efficace, Webalizer (mrunix.net/webalizer), entrambi open source e gratuiti. Per poterli usare è tuttavia necessario avere accesso ai log del proprio Web server. Alcuni servizi di hosting li includono direttamente nell'offerta.
- Mettere il sito online
A questo punto avrete un sito con alcune decine di pagine pronte e ben ottimizzate su alcune chiavi, una struttura ad albero chiara e lineare, avrete controllato il peso delle pagine e la loro ortografia. Avrete anche messo a punto un sistema di statistiche. Non resta che pubblicare il sito. Scegliete un servizio di hosting veloce e affidabile, un dominio personale ma non un servizio di hosting gratuito, un nome comprensibile, va bene anche quello della vostra azienda (i domini del tipo www.vendita-vino-online-freancese-toscano.com sono da evitare) e iniziate la pubblicazione delle pagine includendo il primo gruppo subito e aggiungendo alcune pagine nei mesi seguenti. Google preferisce siti ad alto aggiornamento e non siti statici, pubblicati una volta e mai più aggiornati: pubblicare i contenuti poco alla volta indicherà al motore che quello è un sito vivo, con contenuti aggiornati più volte a settimana.
Fonte: Internet Magazine
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