Sta facendo molto discutere sul web un rapporto diffuso dalla Berntein & Co. la cui conclusione indica che se la società decidesse di dismettere il proprio sistema di advertising online (Yahoo Search Marketing – la c.d. Piattaforma Panama) ricorrendo per l'advertising online all'outsourcing (quindi rivolgendosi a Google – o -ma la possibilità è ancora più remota – a Microsoft) potrebbe ridurre considerevolmente il proprio staff aumentando i ricavi fino a 3,53 miliardi di dollari facendo così volare il valore di ogni azione fino a 45 dollari.
Il valore combinato dell'attuale sistema di advertising on online e della sottoscrizione ai servizi on line sarebbe, secondo l'analista Jeffrey Lindsay, di circa 39 dollari a titolo.
Ciò in quanto esiste una forte discrasia fra il rapporto costi/profitti del sistema di advertising rispetto a quello delle sottoscrizioni dei servizi online.
Yahoo! è attualmente il maggiore rivale di Google nell'ambito del settore dei motori di ricerca e possiede una vera collezione di siti e portali i quali generano più traffico di quanto ne generino i rispettivi “cugini” di casa Google. Ciò nonostante i ricavi di Google sono attualmente superiori di cinque volte rispetto a quelli di Yahoo e ciò per valide ragioni.
La maggior parte del traffico di Google proviene direttamente dal settore delle ricerche fatte sul suo motore le quali permettono una immediata e solida conversione monetaria diversamente da molti siti di proprietà di Yahoo!, i quali, per quanto belli, interessanti e visitati (es. free email, foto sharing ecc.) non sono in grado di generare altrettanti profitti.
La gente preferisce Google per il proprio advertising perché è la prima scelta di tutte le aziende in quanto – con il suo sistema di pubblicità contestuali – consente a chiunque di avere visibilità immediata e ritorni economici semplicemente pagando una cifra che si può liberamente decidere e importare ad hoc. Con Ad Sense i publishers possono pubblicare i propri annunci oramai in qualsiasi formato (grafico, testuale, video) raggiungendo velocemente il proprio target, mentre la stessa cosa non avviene in casa Yahoo, in cui, il cugino di Ad Sense (Yahoo Publishers) è aperto solo agli inserzionisti del mercato USA.
Il mercato degli azionisti comincia a pensare che il valore di ogni azione di Yahoo! sia stato finora sopravvalutato e si teme un prossimo calo in borsa. Le deludenti performances borsistiche hanno già costretto recentemente alla sostituzione ai vertici dell'azienda di Siemel, cui è subentrato Jerry Yang, uno dei due fondatori, il quale ha dichiarato la propria volontà di concedersi centro giorni (scadranno nel mese di novembre 2007) per guardare indietro verso la strada percorsa in tutti questi anni e fare il punto della soluzione per poi decidere le opportune mosse che decideranno il futuro di Yahoo!.
E' da considerare che il valore di Yahoo! non risiede solo nel suo sistema di advertising e nella quantità di siti di cui è proprietario, ma anche in una importante serie di partecipazioni in molte altre aziende quotate in borsa (da ultimo – proprio di questi giorni – è la notizia della prossima acquisizione del 10% di Alibaba.com) nonché di molte altre risorse, come i circa 250 milioni di accounts email gratuiti che potrebbero essere fatti fruttare in altri modi.
Il prossimo 16 ottobre verrà illustrato agli azionisti il report sulla situazione di Yahoo!. L'opinione degli analisti è molto divisa: su 39 analisti interpellati in USA, 18 di questi raccomandano di investire ancora sul titolo mentre altri 19 consigliano di venderne le azioni.
Decisamente una situazione di grande incertezza.
Stefano Mc Vey
Data di pubblicazione di questo articolo: 12 ottobre 2007
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