Alla fine anche una vecchia volpe del business globale come Li KaShing ha ceduto alla tentazione del social networking online. Il miliardario cinese, gran tycoon di Hong Kong, capo assoluto di due megaconglomerate come Cheung Kong Holdings (immobiliare, costruzioni, porti, shipping su container) e Hutchison Whampoa (quella che controlla una galassia di compagnie di telecomunicazioni mobili in Asia ed Europa, fra cui 3 Italia), ha appena investito 60 milioni di dollari in Face. book, il sito di scambi virtuali fondato dal 23enne Mark Zuckerberg. E, stando alle indiscrezioni, sarebbe già pronto a puntare altri 60 milioni, un'ulteriore "fiche" che, secondo molti osservatori, potrebbe preannunciare un investimento in grande stile in un futuro molto prossimo. Magari sulla scia di Microsoft, che per aggiudicarsi l'l,6% della internet company americana non ha esitato a sborsare 240 milioni di dollari.
Facebook, insomma, è oggi la più corteggiata fra tutte quelle società che in un modo o nell'altro rientrano nei confini del cosiddetto Web 2.0, la nuova internet "partecipata", basata su piattaforme che consentono agli utenti di creare e distribuire contenuti autoprodotti. Un fenomeno cominciato con i blog e Wikipedia, e dilagato attraverso le comunità online nelle quali ci si "incontra" su argomenti d'interesse o d'intrattenimento reciproco, ci si scambia foto e video, si entra in confidenza, si organizzano appuntamenti, eventi, feste.
In altre parole: spazi da condividere con gruppi di amici virtuali. Il nome "storico" è quello di MySpace, ormai entrata nell'orbita della News Corporation di Rupert Murdoch, alla quale si sono poi aggiunti YouTube (ora sotto il controllo di Google), Flickr (per lo scambio di foto), Linkeln, aSmallWorld e così via. Per capire l'irresistibile ascesa del valore di mercato basta pensare agli effetti del loro legame con società di raccolta pubblicitaria via web in grado di "tracciare" i gusti o gli interessi di chi partecipa a comunità virtuali. E qui ci sono esempi ormai notissimi come DoubleClick (da tempo oggetto di desiderio da parte di Google, regina assoluta della raccolta pubblicitaria attraverso il suo motore di ricerca), aQuantive (di Microsoft), BlueLithium (di Yahoo).
Fonte: Il Corriere della Sera - 24/12/2007
Data: 10 gennaio 2008
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