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Noi speriamo che non abbiate mai avuto necessità di avere a che fare con la “richiesta di reinclusione” di Google: un modulo che deve essere compilato laddove un sito sia stato penalizzato o bannato ed il cui scopo è quello di chiedere a Google di riammettere il sito reo di aver violato le linee guida. Nel caso però questo modulo sia per voi familiareallora probabilmente avrete notato il tono perentorio ed accusatorio ivi contenuto.
Compilando questo modulo bisognava sostanzialmente:
1)ammettere di aver fatto spam (violazione delle guidelines);
2)aver rimosso il problema;
3)promettere di non fare mai più spam nel futuro.
Insomma una vera e propria ammissione di colpa un tantino eccessiva se si considera che la maggior parte dei siti che vengono penalizzati da Google sono vittima di penalizzazioni accidentali (piuttosto che di comportamenti attuati volontariamente) inflitte da Google quando, nel tentativo di colpire i cattivi ragazzi spammers, viene cambiato l'algoritmo in modo tale che un'azione precedentemente ritenuta ammessa, diventa di colpo violazione delle linee guida.
Google ha finalmente attuato alcuni cambiamenti nel modulo di richiesta di reinclusione. In primis è stato ripristinato l'avviso ai webmasters (mediante comunicazione via mail) in cui si comunica il tipo di violazione commessa e si invita il webmaster del sito ad eliminare l'infrazione. Precedentemente l'invio di questa comunicazione era stata interrotta in quanto alcuni spammers, spacciandosi per Google, avevano inviato email false in giro per il web. Ora Google sembra aver finalmente sotto controllo il problema e quindi è stato in grado di ripristinare questa comunicazione che è assai importante, in quanto senza di essa, un webmaster avrebbe le sue difficoltà a capire perché di punto in bianco il suo sito è sparito dai risultati di ricerca di Google.
E' cambiato inoltre il nome del form: non si tratta infatti più di una “richiesta di reinclusione” nell'indice di Google, ma di “richiesta di riconsiderazione”.
Nel nuovo form il linguaggio precedentemente utilizzato dai toni vagamente polizieschi non ci obbliga ad ammettere una ammissione di colpa per aver fatto violazioni ma ci viene semplicemente chiesto di affermare che “attualmente il sito non sta violando alcuna linea guida.... né si pensa di violarla in futuro”.
La richiesta di riconsiderazione è accessibile attraverso la suite Google Webmaster Tools (sotto Tools, cliccare su Request reconsideration) seguendo gli steps forniti.
Autore: Stefano Mc Vey
Data di pubblicazione di questo articolo: 25 marzo 2008
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